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Mercoledì 11 Febbraio 2009 17:05

RECENSIONE PERSONALE DI PITTURA

Galleria Sala espositiva Villa Bandini Via di Ripoli 74/r Dicembre 2005

ILLUSIONE DEL TEMPO


Un viaggio nel tempo, quando il tempo si colora di nostalgia e il respiro di una finestra accarezza e induce a una malinconia dolce, furtiva.
Questo, e non solo, e l’imput della mostra "I tempi e gli spazi della pittura", personale di Andrea Gelici, presente presso la Sala Espositiva di Villa Bandini, a Firenze, dal 17 al 28 dicembre 2005. Un girovagare pigro nei recessi della memoria che ritorna, ineffabile, in una Firenze che si apre nei vicoli, nelle ombre, negli scorci improvvisi, con la vaghezza di un’illusione. La mostra pare iniziare, come indica Roberto Cellini, presidente del Centro D’Arte Modiglioni, durante la serata d’inaugurazione, con un volto bambino che ci guarda da dietro un vetro. L’innocenza e il candore protesi verso un divenire grande ancora troppo rapido: pallido oro e l’incanto di luci-stelle ci donano l’impressione di un inverno del quale percepirne l’essenza. E ancora toni di giallo, marrone sfumato, rosa pallido: Firenze è un quadro d’epoca che sprizza briciole di una storia recente ma sospesa nello spazio temporale del sogno.Proseguendo questo viaggio immaginario, ritratti di gente comune che inducono a un sorriso e un ricordo, oppure i dipinti dedicati al mare. Sfuma l’oro il volo di un fenicottero in una voglia di volo che tutto allude e ancora ritorna la misura del tempo nel faro che occhieggia a un cielo languido, dove il rosa si sfuma in un rosso pellegrino. Ci fermiamo e mi fermo davanti al quadro del bacio che Andrea Gelici interpreta in ricordo e omaggio a un’opera del fotografo Doisneau. Un abbraccio, sapore di labbra: dure figure che migrano dalle luci retrò di Parigi a una Firenze ideale.
Indubbiamente L’amore e la poesia s’intuiscono nei dipinti di Andrea Gelici in un connubio che si unisce a una profondità di pensiero, come lui ci suggerisce nei versi che accompagnano i suoi quadri: "C’è una realtà di vita e una realtà immaginata, sospesa, indicata, che ci prende per mano e si colora ancora di nostalgia". Allora luomo, affacciato alla finestra, è forse solo un respiro di verde, un incantesimo strano, è un sogno o un desiderio di sogno, romantica illusione che sorprende la vita.

FIRENZE, 17 DICEMBRE 2005
ROBERTA DEGL’INNOCENTI

 

 


PERSONALE DI PITTURA " I GIORNI DIPINTI"
Sala del CIRCA Piazza Cavour Scandicci Centro D'Arte Modigliani

20 Dicembre 2004 - 6 Gennaio 2005


E' stata una mostra molto interessante, visitata da un folto pubblico, che ha confermato che le arti visive sono particolarmente gradite alla cittadinanza di San Giusto e Le Bagnese e del Q.4 di Firenze. L'Apertura della stagione artistica nel 2005 è stata il successo di critica e di pubblico della personale di Andrea Gelici con il tema "I giorni Dipinti". L'artista, nostro socio, ha esposto ventiquattro opere che spaziano su vari generi : dai paesaggi alle marine, dai ritratti ai quadri raffiguranti gli animali,senza per questo omettere un omaggio al mondo del lavoro e dello sport. Il
pittore è letteralmente ammaliato dalla bellezza della sua città e questo sentimento traspare nitidamente in due quadri: il primo, dal titolo 1975 La lunga estate è di grande formato e mostra un suggestivo panorama di Firenze visto sotto il sole del
Piazzale Michelangelo. La seconda opera, Dietro il Giardino, ha come soggetto figure femminili che passeggiano tranquillamente nel Giardino di Boboli mentre sullo sfondo è raffigurata in tutta la sua bellezza Santa Maria Del Fiore. Ma riprende anche altri soggetti: il Ponte Vecchio animato dalla folla, un'altra panoramica del Piazzale molto suggestiva con il cielo che minaccia tempesta, una veduta monocroma della Firenze di ieri e tanti altri dipinti della sua amata città. Ma l'Artista non si ferma a Firenze ed espone anche un panorama di San Gimignano nuovamente pervaso da figure femminili e un romantico scorcio della salita di Montmartre a Parigi,dipinta nelle prime luci della sera. Nei ritratti viene fuori tutta la sensibilità di Andrea Gelici che riesce a sentire e a trasporre sulle sue tele l'intimità e alcuni aspetti introspettivi dei soggetti. ma si può dire che lui è un artista a tutto tondo perchè riesce a rendere l'incanto e la potenza della natura nelle sue marine e nei suoi paesaggi,animali compresi ed è sempre pronto grazie al suo versatile talento e alla sua indiscussa professionalità a sperimentare nuove tecniche. Invitato a varie collettive fra le quali Certaldo in Cornice,alla recente
estemporanea di Cerbaia, ha partecipato all'ultima collettiva Organizzata dall'AICS al Palagio di Parte Guelfa di Firenze.

Roberto Cellini Scandicci Febbraio 2005

 

PRAXIS ARTISTICA

periodico d’arte cultura e attualità Editrice Praxis - Galleria Malatestiana Rimini


Si sviluppa,nei quadri di Andrea Gelici, un racconto pittorico che si avvale del linguaggio aperto della verità. Le immagini rappresentano i suoi giorni, la sua vicenda quotidiana, sono interpreti dei soggetti prescelti e contemporaneamente delle sue emozioni. La tematica è vasta, spazia dal ritratto a figura intera alle presenze corali di persone, dagli scorci cittadini, tra quali molti sono quelli della sua Firenze, alle distese vedute campestri, che sono serene e dolci, canzoni della tavolozza. Il disegno è agile e sicuro nella ricostruzione, talvolta monocromatica, delle architetture, che rispondono alle esigenze delle regole prospettiche rispettate dall’artista, ma sulle quali prevale il talento, che sfuma poeticamente le lontananze e si sofferma su certi motivi nei quali insiste l’anima del luogo. Il disegno è la base del ritratto. Non lo si vede perché diviene colore e luce. Presiede alle proporzioni, definisce le fisionomie. Pone in evidenza doti esercitate. C’è una figura di giovane donna, ritratta al centro dell’apertura, nell’area di una porta. I colori che balzano agli occhi sono il bruno dei capelli ed il marrone diluito della camicetta. Il marrone ancor più labile della gonna si perde tra le pieghe del bianco. L’intonazione generale è sommessa, parla di una quotidianità cittadina senza slanci e forse la bellezza si consuma nella monotonia. Differente, ma altrettanto interessante sia sotto il profilo artistico,che nel versante psicologico, è una presenza femminile in mezzo alla campagna. E’ una festa di colori: giallo, celeste. Verde. La giovane indossa indumenti vivaci,che armonizzano con le luci della belle stagione. Anche il cielo esulta con colori rossastri, violacei, nello stesso tempo audaci ed appropriati. L’autore ha dipinto un inno alla gioia di vivere. E’ una pittura che piace questa di Andrea Gelici. Resta nell’alveo della nostra tradizione, ma certamente aggiunge ad essa nuovi contenuti e motivi di suggestione.

L’Autore è un contemplativo e sa esercitare il controllo delle proprie emozioni, in modo che il segreto dell’equilibrio informa e qualifica ogni quadro. Il pittore è nato, vive ed ha lo studio d’arte a Firenze.

Maria Lucchi

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2009 08:22
 

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